I dolci della festa Ognissanti

Per le ultime generazioni la festa dell’Ognissanti coincide e si mescola con la tradizione americana di Halloween, con tanto di zucche che fioriscono, in tutto lo Stivale, in ricette, travestimenti, racconti e programmi TV.

 

Certamente, Halloween è una festa molto sentita anche dai cittadini europei che, decidendo di sposare questa tradizione d’Oltreoceano, hanno creato una sorta di commistione tra la festa cattolica e quella “profana” di provenienza USA. E, naturalmente, attorno alle ricorrenze si sviluppa una cucina che di quella tradizione diventa il simbolo.

Abbiamo curiosato tra le specialità dolciarie regionali legate alla festa di Ognissanti e vi proponiamo la nostra selezione, augurandoci di riuscire a darvi nuovi spunti e idee per pranzi in famiglia o per feste d’ispirazione più americana!

Non di solo zucca, dunque, si nutriranno i lettori di Star in quest’occasione!

 

Fave dei morti.

Sono diffuse un po' in tutta Italia, ma in particolar modo in Veneto, nel Friuli, a Trieste: le si ritrova uguali pure in Grecia. Cambia la consistenza (più morbide a Trieste, più croccanti in Veneto), ma sono sempre di tre colori: rosa, panna e marroni. L'origine di questi dolcetti si perde nella notte dei tempi, quando le fave, intese come vegetale, non erano ancora state surrogate da un  impasto dolce a base di mandorle, zucchero e uova. Sicuramente i romani mangiavano fave in occasione delle ricorrenze dei defunti, probabilmente i greci e sembra anche gli egizi. «Queste pastine sogliono farsi per la commemorazione dei morti e tengono luogo della fava baggiana, ossia d'orto, che si usa in questa occasione cotta nell'acqua coll'osso di prosciutto», scrive Pellegrino Artusi nel suo La scienza in cucina e l'arte del mangiar bene, pubblicato per la prima volta nel 1891, e continua: «Tale usanza deve avere la sua radice nell'antichità più remota poiché la fava si offriva alle Parche, a Plutone e a Proserpina ed era celebre per le cerimonie superstiziose nelle quali si usava». Nel corso dei secoli la fava dolce si è via via sostituita a quella leguminosa. 

 

Pane dei morti.

Anche questi pani, come le fave, sono diffusi un po' dappertutto. In Trentino approntano delle forme di pane a forma di cavallo e le chiamano, per l'appunto “cavalli dei morti”. A Milano e in Lombardia, invece, il pan dei morti – o ossa dei morti – è un dolcetto oblungo che può ricordare la forma di un osso. Si tratta di un impasto a base di biscotti sbriciolati, mescolati con uvetta, fichi secchi tagliati a dadini, mandorle, aromatizzati con la cannella e poi messi tra due ostie e cotti al forno. Rimangono morbidi, sono deliziosamente dolci, senza riuscire stucchevoli.

 

 

Fanfullicchie.

A Lecce, all'uscita dai cimiteri, si usa acquistare questi dolcetti di zucchero colorato che a prima vista sembrano banali caramelle. In realtà le fanfullicchie sono figlie di una tradizione secolare e ogni pasticcere ha la sua ricetta personale, segreta e gelosamente custodita. Un po' più grosse delle normali caramelle, hanno forma lunga e intrecciata, possono essere aromatizzate alla menta, all'anice, alla banana, alla fragola, oppure anche multi gusto e multicolori.

 

Torrone dei morti.

A Napoli e in Campania si mangia e si regala questo tipo di torrone che si distingue dagli altri per esser fatto interamente di cioccolato, anziché con il miele, e per essere a pasta morbida e non dura come il torrone tradizionale. Di base lo si guarnisce con le nocciole, ma naturalmente si possono usare anche frutta candita, mandorle o pistacchi. Una variazione molto gradevole può essere quella di ottenere l'impasto scuro adoperando il caffè al posto del cacao.

 

 

Frutta di Martorana e Pupi di zucchero.

Di sicuro, fra i vari dolcetti che si confezionano per la ricorrenza  del 2 novembre, questi della Sicilia sono i più coreografici. Molto nota è la Frutta di Martorana, ovvero colorati pasticcini di pasta di mandorle che riproducono fedelmente i frutti di ogni tipo, la cui invenzione si deve alle suore di un convento palermitano intorno al 1200.

Più divertenti ancora i Pupi di zucchero. Si tratta di vere e proprie statuine di zucchero, colorate, che riproducono le celebri marionette. La leggenda vuole che siano state inventate al tempo della dominazione araba, quando un nobile aveva invitato a cena degli ospiti di alto lignaggio. Ma, ridotto in miseria, non aveva denaro abbastanza per approntare una tavola degna degli invitati e così approntò questi dolci tanto belli e di grande impatto. Ebbe un grande successo e per questo motivo le statuine di zucchero sono chiamate anche “pupi a cena”. Fanno parte anche della tradizione siciliana si trovano “lo ossa da morto” o paste di garofano, aromatizzate con chiodi di garofano.

 

 

 

 

 

 

Se conoscete altri dolci tradizionali, fatecelo sapere. Nel frattempo, potrete prepararvi una di queste ricette che fanno parte del nostro speicale menù di Halloween!

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