L’autentica paella alla valenciana

Le chiavi per riconoscere e cucinare la vera paella alla valenciana

Chi andando in vacanza in Spagna – e alzi la mano chi almeno una volta nella vita non abbia fatto questa scappata classica – non ha fatto il pieno di paella e sangria?

E, tornando a casa, a quanti di voi non è rimasta la curiosità di “capire” meglio questo tipico piatto spagnolo conosciuto in tutto il mondo e, magari, cucinarlo per amici e parenti?

Di seguito, le chiavi giuste per interpretare l’autentica paella alla valenciana.

Ma iniziamo dall’inizio. La paella è il contributo valenciano alla cultura gastronomia mondiale, essendo, però, una delle ricette più imitate, riprodotte e alterate del pianeta, non è facile districarsi tra i meandri di questo saporito riso condito con salse di vario genere!

Come sarà una vera paella alla valenciana? In questo neanche i valenciani stessi si mettono d’accordo, però, possiamo dire, senza correre il rischio di essere smentiti, che si tratta di un omaggio al riso e che il suo ingrediente principale deve essere rispettato mantenendone inalterato il sapore.

Quando tutto ebbe inizio

La madre di tutte le paelle è quella dell’orto valenciano, preparata con pollo, coniglio, fagiolini (simili alle taccole o piattoni nostrani), fagioli (bianchi di Spagna), pomodoro, riso, olio d’oliva, zafferano e sale. A partire da qui, tutto  - o quasi – è lecito. In funzione, infatti, della zona in cui si cucina, la paella può includere: carciofi, peperoni, pepe, carne di maiale, frutti di mare, pesce e persino lumache! Per non tradire però le origini di questo piatto è importante optare per ingredienti umili, perché la paella è una ricetta che amalgama le verdure dell’orto con le carni ricavate dagli animali di bassa corte. La nostra variante propone un mix di riso con calamari e gamberi.

E ora tutti a tavola!

Bisogna ricordare che in Spagna la paella è un tipico piatto domenicale, da pranzo in famiglia, necessitando una preparazione abbastanza elaborata. Infine, se veramente, volete prepararla alla maniera spagnola, dovreste procurarvi una “paella” – la tipica padella di diametro e profondità notevoli dotata di due manici laterali - e cucinarla all’aperto su un fuoco tipo barbecue con legna. In mancanza di questo, ecco un eccellente riso cotto alla stessa maniera e finito al forno.

Il riso: il quid della questione

Per quanto i nostri Arborio o Carnaroli non abbiano nulla da invidiare agli eccellenti risi di produzione spagnola, sarebbe bene procurarsi un riso originario, detto bomba, dai grani bianchi e rotondi, che si produce nella zona dell’Albufera di Valencia. Le carni e le verdure devono essere soffritte a fuoco lento con un poco di olio d’oliva. Si aggiunge infine il riso, che va incorporato a pioggia, e si ricopre con il brodo lasciando sobbollire il tutto a fuoco lento per una ventina di minuti o fino a che il liquido sia completamente assorbito. Per l’occasione - e per risparmiare tempo nel cucinare un piatto tanto elaborato - suggeriamo di utilizzare il Mio Brodo Star Verdure.

Una delle regole d’oro, infine, è rispettare le proporzioni tra brodo e riso. Per questo esiste una “formula” magica: 2 bicchieri di brodo per 1 bicchiere di riso o, al massimo, 5 di brodo e 2 di riso. È importante, infatti, che la paella non rimanga né troppo brodosa né troppo asciutta. Trascorso il tempo necessario, la paella va coperta (di solito con uno strofinaccio) e lasciata riposare per alcuni minuti perché tutto il liquido possa essere assorbito. E, infine, vi è rimasto del riso sul fondo della padella un poco bruciato? Niente paura, non c’è paella valenciana senza che qualche chicco bruciacchiato attaccato al fondo della pentola!

Vi abbiamo convinto? Se decidete di sperimentare questo piatto, mandateci le vostre foto!

 

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