Idee per cucinare la selvaggina

Amanti delle sensazioni gustative? La selvaggina è fatta per voi! La carne proveniente dalla caccia resta un prodotto nobile e anche se, per ragioni filosofiche, difficilmente possiamo immaginare di imbracciare un fucile per cacciare animali nei boschi, può capitare di averne a disposizione e doverla cucinare.

Ricordiamo che per cacciagione s’intende tutta la carne proveniente da animali selvatici (volatili o mammiferi) che vivono liberi. Tra i quadrupedi più conosciuti – e cucinati - in Italia, sono il cinghiale, il capriolo, il coniglio, la lepre, e, tra i volatili, la quaglia, la faraonail fagiano.

Nella maggioranza dei casi, l'intingolo per i volatili e l’arrosto sono la maniera migliore di cucinare questo tipo di carne. Ricordiamo che, ne secondo caso, la marinatura del giorno prima (meglio se 48 ore prima) è indispensabile per riuscire a gustare un piatto saporito. Basterà lasciare marinare le carni in un composto di erbe aromatiche, odori, vino bianco o rosso.

Inoltre, non è indispensabile cucinare la carne immediatamente, anzi, è sconsigliato. Infatti, se ben conservata, la cacciagione può essere consumata fino a due mesi dopo l’acquisizione.

Se nel Belpaese si può trovare dell’ottima carne da selvaggina un po’ dappertutto, la Toscana e l’Umbria sono la patria del cinghiale, in Lazio si gustano deliziose pernici e faraone, il cervo fa onore alla cucina veneta.

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