Cucina della nonna da rottamare?

Che la cucina “della nonna” sia in via d'estinzione? Alcuni commentatori hanno letto questo tra le righe di una dichiarazione congiunta del Gotha italiano della gastronomia.

Gli chef stellati (tra questi Massimo Bottura, Moreno Cedroni, Cristina Bowerman, Heinz Beck, Gennaro Esposito, Dadive Scabin …) riuniti alla “Festa a Vico 2013”, per rispondere a una recente dichiarazione del Ministro Bray, hanno messo insieme alcuni “desiderata”, utili a “difendere” nel mondo la gastronomia italiana.

Tra questi è emerso che “la cucina regionale italiana” è troppo variegata e anarchica e, dunque, sempre secondo gli chef, sarebbe l’ora di imitare i cugini d’Oltralpe. La soluzione per elevare la gastronomia italiana nel mondo, sarebbe un libro che codifichi le ricette regionali (dando un’unica versione ufficiale) e un premio istituzionale, su ispirazione del Bocuse D’Or di Lione.

Ma, dovremmo veramente rinunciare alle mille ricette regionali – che costituiscono anche il bello della varietà culinaria italiana – per preparare un piatto di polenta o delle profumate lasagne? E sarà possibile imbrigliare in un’unica soluzione l’ossobuco e i vari modi di cucinare gli arancini di riso? O non finirà questo per snaturare un poco l’essenza stessa dell’offerta culinaria del Belpaese?

Ai posteri l’ardua sentenza!

 

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