A cena nelle cantine seicentesche della Tucsia

Una cena sotto le volte delle cantine del ‘600 di un piccolo paesino della Tucsia, Vetralla, vale bene una scappata domenicale!

Tradotto in dialetto il “menù delle cantine” racchiude un vero e proprio scrigno di delizie locali e di piatti i cui nomi e i cui sapori si perdono nel passato.

Alla Cantina della Contessa si servono “lombriche all’amatricana”, in quella di Compare Gino e Commare Teta le “Spaghette col tonno” e il “Risotto co’ le Ferlenghe”, dal Compare Popo servono le “Pappardelle co ’l cinghiale” e le “tozzette co le nocchie”.

Capite poco o nulla? Normale, questo cibo parla il dialetto della Tucsia!

Ma per scoprire che cosa si cela dentro questi piatti dai nomi antichi vi basterà programmare un weekend a Vetralla (provincia di Viterbo) il 7, 8 e 9 giugno, con replica il 14,15 e 16 e mettere in conto un pranzo - o una cena - dal valore di circa 17€.

Oltre alle leccornie che potrete gustare nelle cantine aderenti all’iniziativa, potrete deliziarvi nell’attraversare le stradine del paese dai balconi decorati con fiori e assistere al corteo storico agreste (domenica 16 giugno), dove i mestieri antichi della campagna saranno rappresentati da popolani e cavalieri in abiti dell’800.

Per il programma completo visitate il sito della città di Vetralla.

 

Piace anche a voi la cucina tipica delle trattorie di campagna? Segnalateci le vostre mete preferite.

 

 

 

 

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