10 mete enogastronomiche d'autunno

Con l’autunno in arrivo la voglia di piccole scappate fuori porta per evadere dalla routine si fa sempre più forte. Ecco almeno dieci “buoni” motivi per scorazzare lungo lo stivale, visitare paesini deliziosi e tornare a casa con una sporta di prodotti d’autunno. I piatti che si possono preparare, servendosi di vere e proprie primizie, serviranno a imbandire allegre tavolate e a far dimenticare, almeno per un po’, le giornate uggiose di cui è costellato questo periodo dell’anno.

Bisceglie (Barletta-Andria-Trani)

In autunno il branzino, o spigola che dir si voglia, raggiunge l'apice del gusto e la sua carne è al meglio. In questa città di mare non sarà certo difficile trovare il pesce preparato al meglio, in modo da esaltare il suo sapore intenso, ma delicato al tempo stesso. Per esempio il branzino in crosta di sale, o al vapore con verdure.

branzino

Carignano (Torino)

In italiano si chiama topinambur, ma qui, dove gli dedicano una sagra, preferiscono la versione piemontese: ciapinabò. Questo tubero originario del Nord America, simile alla patata nell'aspetto e al carciofo nel gusto, è una delle verdure fondamentali per accompagnare una bagna caôda come tradizione vuole. Ma permette anche di preparare un risotto memorabile, o si può mangiare crudo, a fettine sottili.

topinambur

Comacchio (Ferrara)

Neanche a dirlo che qui regna incontrastata l'anguilla. E sta a dimostrarlo la sagra, che si tiene per la quindicesima volta. Questo pesce delizioso si degusta soprattutto alla griglia, ma da queste parti sono maestri nel preparare il risotto all'anguilla e soprattutto il brodetto di anguilla e verza, tutto da provare quando il freddo comincia a farsi più intenso.

finger food

Combai (Treviso)

Tra i colli del prosecco, si trova la patria del marrone Igp. La sagra dedicata a questa delizia del bosco giunge all'edizione n. 69 e, oltre alle classiche cladarroste, si degustano menù interi a base di marroni: minestra di marroni e funghi, spezzatino ai marroni, e per dolce il castagnaccio, ovviamente. Ah, con la farina di questo tipo particolarmente pregiato di castagna si fa anche il pane.

lombata

Giffoni Sei Casali (Salerno)

Se l'Associazione nazionale città della nocciola ha sede proprio nella località campana, un motivo ci sarà. In effetti la nocciola tonda di Giffoni Igp è una delle migliori tipologie di questo frutto. La nocciola viene tradizionalmente associata ai dolci, ma potrete avere delle sorprese piacevoli gustando l'arrosto di vitello alle nocciole, o con gli arditi spiedini di tonno con salsa di nocciole.

 

Molveno (Trento)

Un paese nel parco naturale delle Dolomiti di Brenta, sulle rive dell'omonimo lago alpino, con un clima mite che nemmeno d'inverno scende mai a temperature rigide. I funghi, naturalmente, prosperano. Porcini sì, ma anche finferli e mazze di tamburo, per ottenere gustosi risotti, profumate minestre o i tradizionali funghi in umido accompagnati da una fumante polenta.

zuppa

Norcia (Perugia)

Il tartufo nero umbro è una delizia, ma sarebbe riduttivo pensare a questo meraviglioso luogo riferendosi solo al profumato tubero. La parola “norcino”, che da qui deriva, indica colui che trasforma il maiale in salumi, e infatti il prosciutto di Norcia è fra i più pregiati. Il tartufo nero di Norcia va gustato crudo, pestato nel mortaio e non a fettine, abbinato a spaghettini, risotti o sulla frittata.

Pitigliano (Grosseto)

Splendida cittadina storica dove è possibile gustare al meglio uno dei capi di selvaggina più ambiti nella vicina Maremma: il cinghiale. La carne va preparata con molta cura, ma è in grado di dare grandi soddisfazioni al palato. Le pappardelle al cinghiale e il cinghiale in umido sono due grandi classici della cucina del sud della Toscana. Gnocchi al ragù di cinghiale.

ragú, cinghiale

Quistello (Mantova)

Zucca, zucca, fortissimamente zucca. Al centro della zona dove viene coltivata la versione mantovana, è più pregiata, di questa deliziosa cucurbitacea, la cittadina le dedica pure una festa. Se tutti hanno almeno sentito nominare – ma gustarli qui è un'altra cosa – i deliziosi tortelli con la zucca, si può anche osare con il carpaccio di zucca della contessa Matilde (di Canossa, ovviamente, che era nata a Mantova) o, in alternativa ai tortelli, i maccheroni con zucca e salsiccia.

zucca

Sanluri (Medio Campidano)

C'è poco di più sardo della pecora, e questo è il posto giusto per gustare le specialità a base di pecora. Nella frazione di Stato si tiene anche una festa dedicata a questo animale. I malloreddus in brodo di pecora, la pecora in cappotto in umido, con in chiusura un pezzo di pecorino, costituiscono il tipico menù della zona.

Quali di queste mete vi piacciono di più? Fatecelo sapere!

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