Tiziana Stefanelli, avvocato e chef

La Fisar l’ha nominata sommelier onorario per il talento culinario e aziende in prima linea,  nel settore del food l’hanno scelta come testimonial, prima fra tutte la Star

 

Avvocato e chef riconosciuto e vincitrice della seconda edizione del MasterChef Italia, Tiziana Stefanelli è indubbiamente un fenomeno non proprio consueto nel panorama dei grandi cuochi italiani: avvocato di professione e chef affermata, con un bagaglio di riconoscimento che fa invidia a molti professionisti della gastronomia.  

 

Tiziana, sei una professionista affermata. Ci racconti come riesci a passare dal ruolo di avvocato a quello di cuoca? Parlo non solo di attività vera e propria ma anche d’identità, di come si definisce la tua identita nell'uno e nell'altro caso.

Non vivo le due cose in maniera conflittuale perché mi sento un avvocato e non una chef. Ho studiato e lavorato per decenni prima di acquisire professionalità nel settore forense, mentre non ho una vera e propria preparazione professionale per “dirigere” una cucina. Certamente la vittoria di MasterChef ha suggellato il riconoscimento di un talento e di una grande passione, ma rimango una dilettante e questo è il lato bello della situazione. 

 

Qual è l’aspetto che preferisci nel tuo “ruolo” di chef?

La fase che amo di più nella cucina è quella creativa, d’ideazione dei piatti. Non credo sarei felice se dovessi replicare ogni sera gli stessi piatti in un ristorante. Al contempo in questo ultimo anno mi sono ritrovata magicamente a fare tantissima esperienza, presentando i miei menù in ristoranti bellissimi (come L’Enoteca Marcucci di Pietrasanta), in alberghi lussuosi (come il Capo Peloro a Messina), in Circoli esclusivi (come l’Aniene di Roma), in cantine fantastiche (una tra tutte LAVIS). Ho cucinato nelle occasioni più disparate, dalla fiera del Libro di Torino al VInitaly di Verona, agli studi di Porta a Porta. Ho conosciuto gente magnifica legata al mondo dell’enogastronomia, ho studiato i diversi tagli di carne in macellerie storiche, visitato laboratori di pasta artigianale, conosciuto chef bravissimi. Un ricordo speciale di quest’anno è senz’altro la cena preparata a quattro mani con il vincitore di MasterChef Israele, ma anche la cena che ho preparato a Villa Madama per Expo 2015, per una delegazione di ministri da tutto il mondo, tra cui L’onorevole Bonino. 

 

Quanto è antica la tua passione per la cucina. E come nasce?

La mia passione per la cucina è innata. Fin da piccola il mio gioco preferito erano i pentolini, allora di alluminio, sotto le quali accendevo mozziconi di candele, usate per lessare i pezzetti di scarto di verdure che sottraevo furtiva dalla cucina. Quando andavo ai giardini, invece di giocare con l’altalena, coinvolgevo le altre bambine al gioco della pasticceria, e cioè nel realizzare torte di fango, sassi e foglie. Ho acquisito naturalmente i concetti base della cucina da mia nonna Nella, così come s’impara a parlare e camminare. Passavo ore a guardarla cucinare.

 

Ci racconti cosa e come cucini quando inviti amici a cena? 

Il bello della tavola è stare insieme, godendosi la convivialità! Se ho tempo per gli amici preparo pietanze eleganti e appetitose. Se è un periodo impegnativo preparo qualcosa di più semplice e stappo un’ottima bottiglia di vino: l’importante è la compagnia. 

 

E quando invece devi cucinare per la famiglia?

Durante la settimana il menù della mia famiglia è molto semplice, ma lascia il posto a pietanze più complesse e succulente nel week-end, quando ho più tempo a disposizione per rilassarmi. Adoro fare la spesa nei mercati e avere rapporti di fiducia con i fornitori, ma spesso mi capita di non avere tempo e di correre al supermercato alle sette di sera. Per questo guardo con molta simpatia i prodotti Star, perché costituiscono un attimo compromesso per le giornate in cui ho poco tempo e non riuscirei, ad esempio, a fare un brodo o un sugo fresco. 

 

Come riesci a essere una donna di successo nella tua professione e, contemporaneamente, ai fornelli?

Nella mia dispensa non mancano mai i prodotti “salva cena” come il tonno in scatola, il mais, l’insalata in busta e la  mozzarella in vaschetta. Mi piace la buona cucina ma sono anche una donna del 2013, che si divide tra famiglia, lavoro e, nel mio caso, secondo lavoro.

 

In occasione dell’imminente Natale, che tipo di cena (tradizionale o meno) consigli alle nostre lettrici? C'è una ricetta in particolare che ti sente di raccomandare?

Per scoprire il mio menù di Natale nel dettaglio visitate la pagina Fb di Star e guardate la videoricetta del carrè di agnello alla mostarda di cremona su purea di zucca.

 

Se, per Natale, proverete la ricetta di Tiziana Stefanelli, mandateci una foto!

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