Sebastiano Rovida, chef e conduttore TV

Ha 31 anni e l’esperienza di un veterano. Il popolare (e amatissimo) Sebastiano Rovida, conduttore del programma di cucina Fuori Menu su Real Time e oggi di Finger Food Factory (che ha debuttato il 14 ottobre scorso), ha cominciato, infatti, a 14 anni, quando decise di andare a vivere per conto suo. Iniziò a muoversi tra ristoranti e fiere, appassionandosi sempre di più a quell’arte che oggi considera una parte fondamentale della sua vita.

 

Oltre alla competenza e alla creatività, credo che tra gli ingredienti del tuo successo ci sia l’immediatezza con cui comunichi, sia in televisione sia sul tuo blog. E’ una scelta strategica o sei davvero così?

Sono proprio io, sono sempre stato così ed è in effetti grazie a questo slancio, a questa mancanza di filtri e al fatto che dico sempre quello che penso in maniera schietta se sono riuscito, io credo, a fare tante cose diverse nella vita. Credo che la schiettezza, il fatto di essere se stessi paghi, alla fine, anche se a volte può creare qualche problema.

 

Da dove arriva questa passione? Hai imparato in casa?

Figurati. Mia madre lavorava in fabbrica e mio padre faceva il camionista, si cucinava ben poco e la mamma tuttora cucina con i surgelati. Credo sia nato tutto dal fatto che avevo un gran desiderio di indipendenza e libertà e poca voglia di stare sui libri a studiare. E’ per questo che ho scelto di frequentare la scuola alberghiera. Cucinare mi piaceva già a quei tempi, ma è solo con gli anni, a furia di frequentare ristoranti e fiere per lavoro che questo interesse è diventato una passione fortissima, totalizzante. E a quella si è accompagnata una gran voglia di comunicarla. Senza modestia posso dire che avevo, già da giovanissimo, una marcia in più, che infatti mi è stata riconosciuta.

 

Oltre alle ricette, nel tuo blog dai una serie di consigli pratici. Per esempio come togliere la puzza di pesce dalle mani. Consigli utilissimi che mischi alle indicazioni sui piatti da preparare, voglio dire che i tuoi post sono un tutt’uno, è davvero come se tu parlassi a un amico, un modo di comunicare piuttosto anticonformista.

Verissimo, è il mio modo di essere ha anche a che fare con l’amore che ho per la cucina e il desiderio di comunicarlo. Io credo che tutto quello che viene fatto con amore, con sincerità, alla fine venga apprezzato, in qualche modo questo “amore” arriva. Per esempio, se prepari un piatto che è perfetto tecnicamente ma l’hai fatto in fretta, senza passione, senza interesse, credi che i tuoi ospiti non se ne accorgano?

 

Il fatto di stare in televisione lo hai scelto tu? E’ importante stare in televisione, per uno chef come te?

E’ importante perché apre una serie di vantaggi e di possibilità ma non certo perché mi gratifichi il fatto di essere riconosciuto per strada.  E no, non l’ho scelto io. A Fuori Menù ero uno chef che sarebbe dovuto apparire pochissimo, solo più avanti hanno deciso di mettermi “in onda”.

 

Una volta hai detto che il cibo per te è vita. Cosa vuol dire?

Vuol dire questo: che se sto anche pochi giorni lontano dai fornelli sto male, soffro. Ho bisogno di cucinare il maggior tempo possibile, con la mia musica rock a palla che mi aiuta a concentrarmi e a creare.

 

Torniamo al famoso sistema per togliere la puzza dalle mani dopo che cucini il pesce. Ci lasci la curiosità?

Ogni chef ha i suoi piccoli segreti, è tutto sul mio blog. Questa è stata, per esempio, una di quelle scoperte che ho fatto quando ho cominciato a lavorare anche in casa. Fino a tre anni fa avevo sempre cucinato nei ristoranti, dove certi problemi erano, come dire, già risolti. Ma quando è arrivata Gaia, la mia seconda figlia, ho deciso di concedermi sei mesi di pausa per aiutare mia moglie e stare dietro sia a mia figlia sia al mio figlio più grande. Ed è lì che ho imparato a “orientarmi” tra le piccole difficoltà e ostacoli della cucina in casa propria, che però ho vissuto come una sfida stimolantissima.

 

Tu sei molto creativo. Avrai però un modello di riferimento.

Diciamo che la mia base è classica. Conosco molto bene le regole della cucina tradizionale che poi rivisito, aggiornandole e inventando continuamente ricette nuove: una ricerca che fa parte del mio carattere e mi tiene vivo, mi fa sentire libero ed estremamente attivo e motivato.

 

Seguite i programmi di Rovida? Che ne pensate?

 

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