Sara Papa, critica gastronomica, docente di cucina

Chef professionista di gran valore e critica gastronomica, docente di cucina, esperta di panificazione e pasticceria, scrittrice di successo (“Tutta la bontà del pane”, “Pane, dolci e fantasia”, “Impara a cucinare in un mese”, edizioni Gribaudo), volto televisivo di Alice Tv e Arturo Canale 221 … il curriculum di Sara Papa è, a dir poco, enciclopedico.

 

La passione totalizzante per la cucina è scaturita, tra l’altro, da “il contagioso e appassionato amore per i fornelli ereditato dalla madre”, un esempio a cui Sara Papa si è riferita fin da bambina.

Una passione ereditata, dunque, come hai ripetuto in più occasioni, o meglio assimilata in una famiglia la cui cifra era l’amore per la cucina. Ci puoi raccontare esattamente com’è nata, e quale tra i tuoi familiari ti ha influenzata maggiormente?

Credo che, quando parliamo di creatività, la passione covi in ognuno di noi. Se poi si è così fortunati da avere avuto, come nel mio caso, una figura carismatica come la mia mamma che sin dall’infanzia ha influenzato il mio modo di essere (non solo nella cucina), la passione viene trasmessa automaticamente.

 

Tra i tuoi prodotti preferiti c’è il pane, al quale hai dedicato ben due libri, uno dei quali, “Pane, amore e fantasia”, è stato un vero successo editoriale. Come mai proprio il pane? Qual è il valore (anche simbolico) di questo alimento?

Probabilmente è un’ovvietà, ma considero il pane il primo alimento dell’uomo, quello che accomuna tutti i popoli della terra e tutte le religioni. Quando mi accingo a scrivere un libro, per prima cosa cerco di trasmettere l’amore per il cibo genuino, poi cerco di farmi capire sia da un semplice amatore sia da un professionista.

 

Da qualche tempo quella di fare il pane in casa è diventata un’abitudine piuttosto diffusa. Qual è il segreto per confezionare un buon pane? E quanto contano gli ingredienti?

La materia prima è fondamentale: farina di qualità (come quelle macinate a pietra) e lievito madre sono la base per ottenere un prodotto di alto standard qualitativo. Trovo del tutto inutile sprecare tempo a utilizzare farine raffinate per ottenere un pane bianco, che troviamo senza problemi sia nella maggior parte dei panifici che nella grande distribuzione.

 

Veniamo ai dolci, altra tua passione (e altro libro): in questo periodo di diete strettissime e donne efebiche i dolci sono un po’ penalizzati, a volte visti come il diavolo tentatore. Eppure alcuni di essi hanno molte qualità anche “salutari”, basti pensare ai benefici del cioccolato fondente. Qual è l’atteggiamento giusto, equilibrato, da assumere verso questo tipo di alimenti?

Ogni cibo va assunto con equilibrio dato che l’eccesso porta a  dover ricorrere a diete rigide. Chi abusa di dolci spesso lo fa per carenze affettive, e non è facile dare dei consigli in merito perché si rischia di generalizzare. Anche il cioccolato, salutare in piccole dosi sia da un punto di vista nutrizionale che psicologico, può risultare dannoso se consumato in quantità eccessive.

 

Nel tuo libro “Pane, dolci e fantasia” molto spazio è dedicato a stuzzichini e grissini. Si tratta di creazioni personali, di ricette tradizionali o di un misto delle due cose? E cosa consigli a chi si voglia cimentare nella realizzazione di questi prodotti?

Le mie preparazioni hanno sempre come denominatore comune la creatività, la tradizione e la tipicità dei prodotti del territorio, con uno sguardo anche alle spezie. A volte prendo spunto da un ingrediente che mi capita sott’occhio, e a quel punto, la mia fantasia si sbizzarrisce e si arricchisce di nuove combinazioni di sapori: diciamo quindi che ogni ricetta presentata nei miei libri è frutto della mia inventiva.

 

Anche voi amate la creatività in cucina? Mandate una delle vostre ricette più sfiziose!

 

 

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