Paola Azzolina, cake designer

“Ma tu, quello che vedi lo pensi in torta?”, le hanno chiesto durante il suo programma su Canale 5. Paola Azzolina ha riflettuto un attimo e ha dovuto ammettere che sì. “Vedo un oggetto interessante e immediatamente lo immagino trasformato in torta. Il mio primo pensiero è realizzare un dolce con quella forma, rendendolo il più realistico possibile”.

 

Trentenne cake designer siciliana, con laboratori a Roma e a Catania, Paola è diventata una delle creative più originali nel suo campo: realizza ,infatti, con estrema abilità e precisione, torte a forma di qualunque oggetto, a partire dalla macchina fotografica Nikon, le borse di Chanel e Louis Vuitton, i libri e addirittura le scarpe, come si può vedere nel suo sito.

 

Dunque, Paola, ci racconti come è nata questa passione?

Premetto che i miei sono imprenditori della ristorazione, e quindi in qualche modo sono figlia d’arte. Fin da bambina mi divertivo a guardare mia nonna e la mia tata impegnate ai fornelli, due cuoche davvero fantastiche. Detto questo, il mio lavoro precedente era tutt’altro, dato che per anni sono stata consulente finanziaria. L’idea mi è venuta per caso, mentre mi trovavo a casa di una mia amica a Londra insieme a mia madre. C’erano alcune torte decorate con la pasta di zucchero, che fa molo effetto “torta finta”, e da lì, piano piano, ha cominciato a prendere piede quel progetto.

 

Nella tua gallery c’è addirittura un libro intitolato Summa Fiscale. Non dirmi che è una torta anche quello.

Te lo dico, invece. Si tratta di un dolce che ho realizzato su commissione per una festa dell’Ordine dei Commercialisti, e devo dire è stata molto apprezzata. E’ stato divertentissimo vedere questi serissimi professionisti intingere le dita nella torta e poi gustarla con l’espressione di ragazzini.

 

Riepilogando: fuori c’è la pasta di zucchero che dà l’effetto “torta finta” e dentro gli ingredienti tradizionali di una qualunque torta?

Non esattamente, diciamo che gli ingredienti vengono utilizzati con criteri diversi da quelli usati solitamente. Il problema è che cerchiamo di equilibrare la presenza dello zucchero con prodotti il più possibile leggeri e digeribili, oltreché meno grassi rispetto a quelli tradizionali. Per esempio usiamo burri particolari e rigorosamente cioccolato fondente, che a differenza di quanto si pensa non fa ingrassare e, inoltre, non fa aumentare il colesterolo.

 

Mediamente, quanto impieghi a preparare una torta?

Da uno a due giorni, tieni però presente che spesso lavoro anche la notte. Ci sono torte che richiedono più tempo, sta di fatto che la mia giornata lavorativa va dalle sedici alle diciotto ore.

 

Vedo che tieni anche corsi. Sono accessibili a tutti o richiedono una certa conoscenza della materia?

Sono accessibili a tutti, poi ognuno applicherà i nostri insegnamenti a seconda del suo talento o pazienza. Ecco, la pazienza è una dote irrinunciabile, in questo lavoro. La pazienza e l’impegno. Ci sono torte che sembrano semplici e invece richiedono molto tempo e cura, ma i risultati meritano lo sforzo.

 

Come si articolano i corsi, esattamente?

Sono previste lezioni di tecniche di scultura, copertura, sessioni per fare i fiori e così via. Insomma, cerchiamo di fornire tutte quelle nozioni che messe insieme permettano di arrivare a un prodotto ottimale.

 

E venendo alle tue ispirazioni, poniamo che ti chiedessimo di realizzare una torta di Halloween. Cosa ti verrebbe in mente?

È un’idea che già coltivo da un po’, e che conto di presentare nella mia trasmissione: direi una zucca ma stilizzata, una zucca moderna, con i contorni netti, quasi high-tech.

 

E voi quale dolcetto artistico preparete per Halloween?

 

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