Immacolata Cuorvo, food blogger

Il punto forte del suo blog è che è scritto con il cuore, come spiega Immacolata Cuorvo nella home page di Cucina con Imma : lo “spazio” di questa giovane cuoca e blogger della provincia casertana che, aperto qualche anno fa, ha conquistato un pubblico sempre più vasto di aficionados e ha ottenuto addirittura la certificazione Fip, la Federazione Italiana Pasticceria Gelateria Cioccolateria, oltre a un certo numero di premi.

 

Immacolata, è vero che non ti aspettavi questo riconoscimento, come hai dichiarato sulla home page?

No, è stata una sorpresa molto gradita che mi ha dato fiducia, perché all’inizio ci credevo poco, in questo blog. Mi sembrava fosse poco elaborato, rispetto a quelli che si vedono sul web, che il linguaggio fosse troppo semplice e diretto, e il tono con cui mi rivolgevo alle lettrici troppo colloquiale. Solo con il tempo ho capito che tutto questo era invece un grandissimo punto di forza.

 

In effetti, ti rivolgi alle navigatrici come se le avessi di fronte.

È esattamente questo il segreto: immaginare di avere di fronte a me una persona e non un computer.

 

Dunque, da tecnico dell’abbigliamento e della moda a esperta gastronomica. Come è avvenuto il passaggio?

Direi che i motivi sono stati due: il fatto di essermi sposata e di essere diventata madre molto giovane (una cosa che ha reso un po’ complicato lavorare fuori casa) e la vecchia passione per la cucina, che ho da quando avevo nove anni e aiutavo mia mamma e mia nonna, entrambe cuoche eccellenti, ai fornelli. Piano piano la seconda passione ha finito per prevalere su quella per la moda, che resta comunque fortissima.

 

Torniamo a tua mamma e tua nonna. Con il tuo blog ti collochi in un percorso di tradizione familiare molto antica, mi pare.

Guarda, dico solo che nella mia famiglia, matriarcale, non era concepibile che una donna non sapesse cucinare, e molto bene. Io non faccio eccezione e il blog è nato proprio dal desiderio di far conoscere questa tradizione.

 

E infatti le tue ricette sono spesso “intitolate” a questo o a quel familiare.

E’ vero, un esempio sono le “zuppette di papà”, dolcetti a base di pan di spagna che devono il loro nome al fatto che sono uno dei piatti preferiti di mio padre, un gran buongustaio anche se ai fornelli è un vero disastro.

 

Il tuo blog propone per lo più ricette locali, della tua zona, ma anche “invenzioni” strettamente familiari, o sbaglio?

Più che di invenzioni si tratta di piatti tradizionali che con il tempo si sono persi e che la mia famiglia continua invece a riproporre. Un esempio sono i caniscioni di riso, letteralmente calzoni di riso, un tipico piatto pasquale che pare siamo rimasti gli unici a cucinare. E comunque c’è, nella mia famiglia, questa tendenza a proporre piatti “personalizzati” che vengono presentati soprattutto la domenica, quando la famiglia allargata si riunisce e ognuno tira fuori le sue specialità.

 

Trovi che ci sia una qualche attinenza tra la moda e la cucina?

Sì, l’aspetto estetico che è importante per entrambe: mi riferisco alla presentazione del piatto, all’abbinamento dei colori. Non sono affatto dettagli.

 

E’ vero che non c’è famiglia se non ci si riunisce davanti a una tavola imbandita?

Francamente credo che sia così: le vere famiglie, che durano nel tempo, sono quelle si ritrovano a tavola, un luogo dove a volte si riesce a parlare di argomenti e problemi che in altre sedi è difficile tirar fuori.

 

Cosa consigli a chi decide di aprire un blog di cucina?

Di essere se stessi, ma soprattutto di restare sempre con i piedi per terra.

 

 

Avete anche voi una ricetta di famiglia particolarmente cara e che pensate unica? Noi vi suggeriamo di provare un dolce classico di Imma: la babessa!

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