Bee Wilson. Antropologa e storica

Bee Wilson è un’atropologa e storica britannica. Ha pubblicato “In punta di forchetta”, la cui versione in italiano uscirà il prossimo ottobre nel nostro paese (Ediz. Rizzoli). Un interessante excursus storico sugli utensili più comuni presenti nelle nostre cucine. Noi di Star abbiamo avuto l’occasione di poterla intervistare e farci raccontare l’affascinante – chi l’avrebbe mai detto! – storia degli utensili da cucina.

 

Qual è stata l’invenzione culinaria più importante per l’umanità?

La risposta più ovvia sarebbe il fuoco, perché non esisteva alcun tipo di cottura degli alimenti prima che l’umanità fosse in grado di dominare il fuoco, due milioni di anni fa. Però, a mio avviso, un momento ancora più importante fu iniziare a servirsi di pentole e stoviglie, circa 10.000 anni fa.

 

Perché?

Questo processo ha permesso per la prima volta di mescolare gli ingredienti durante la cottura, combinando aromi e sapori, preparare ministre e arrosti, bollire il cibo nell’acqua o figgerlo in padella. Scaldare direttamente le pietanze sul fuoco va molto bene, però le pentole marcarono l’inizio della cottura autentica. La pentola fu un’invenzione straordinaria. Poco importa che la gastronomia cambi. Avremo sempre bisogno di pentole e padelle!

 

Certo … anche i grandi chef le utilizzano

Si … a volte abbiamo la sensazione che tutto quello che abbia a che fare con la cucina moderna sia diverso. Negli ultimi anni, cuochi come Ferran Adrià hanno tentato di re-inventare la cucina, creando tessiture esotiche, sfere e spume che non hanno nulla a che vedere con la cucina delle nostre nonne. Eppure, al di là di tutto ciò, anche Adrià utilizza padelle e pentole per fare bollire l’acqua, come facevano i nostri antenati, circa 10.000 anni fa.

 

Alcune delle invenzioni, saranno state anche pericolose. Qual è l’invenzione più temibile?

Cuocere direttamente sulle braci per il rischio di bruciarsi e, a volte, di morire. Nel Medio Evo e durante il Rinascimento, le donne che cucinavano erano vittime di incidenti provocati dal fuoco, che poteva incendiare i vestiti troppo ampi. A volte, i bambini potevano cadere nel fuoco con conseguenze tragiche.

 

Fortunatamente questo non succede più, no?

Abbiamo la tendenza a dimenticare che quasi la metà del pianeta – circa 3.000 milioni di persone – continuano a cucinare in questo modo. L’Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS) stima che, nei paesi in via di sviluppo, ogni anno, a causa del fumo della cucina decede più di 1 milione e mezzo di persone.

 

Questo succede anche da noi con il gas, a volte …

Certo, però non c’è paragone. Il problema è di adattarsi alle novità. Quando arrivarono le prime cucine a gas, alla fine del secolo XIX, presentavano moltissimi vantaggi rispetto ai forni e alle cucine che erano state utilizzate fino ad allora, però molte cuoche avevano paura che il gas potesse provocare delle esplosioni e temevano che il cibo potesse prendere uno “strano sapore”. Molto spesso coloro che stanno ai fornelli, anche tra i professionisti, sono molto conservatori e, a volte, tardano anni nell’accettare e adottare le innovazioni.

 

Come influisce la cultura nell’uso dei differenti utensili da cucina?

La cultura gioca un ruolo fondamentale. Per esempio, in Cina i coltelli si usano in modo molto diverso rispetto all'Europa. Qui i cuochi hanno un unico obiettivo, che consiste nell’usare un oggetto affilato per tagliare gli ingredienti secondo la misura voluta e usano coltelli diversi per tagli diversi. Il coltello detto “tou”, permette di ridurre il cibo alla stessa misura del boccone. Per questo motivo, non c’è bisogno di mettere i coltelli in tavola e bastano i bastoncini.

 

E questo fa la differenza al momento di cucinare?

Basta pensare alla differenza che passa tra una bistecca servita in un pezzo solo e a un piatto cinese di carne saltata in padella e tagliata a pezzi. L’ingrediente principale resta lo stesso, però il risultato finale è totalmente diverso e questo si deve all’uso del coltello.

 

È già stato tutto inventato o mancano alcuni utensili che non stiamo ancora usando?

C’è sempre spazio per le invenzioni in cucina. È impossibile predire quello che si creerà in futuro perché molte volte è l’invenzione che crea la necessità e non viceversa. Per esempio il microonde. Nessuno sapeva di avere bisogno di un microonde prima della sua invenzione, che avvenne per caso negli anni ’40. Però oggi praticamente nessuno concepisce di cucinare senza questo elettrodomestico.

 

Qual è il tuo utensile favorito?

E difficile scegliere, direi la pentola a pressione. Me ne innamorai quando terminai di scrivere il libro. Tra le altre cose, la uso per preparare i risotti, perché permette di cuocerli in meno tempo e non è necessario girare il riso in continuazione pe conservare tutto il sapore. Non avrei mai pensato che un risotto cotto in questo modo potesse risultare tanto buono. Infatti, tutti tendiamo a credere che ciò che richiede sforzo e tempo sia migliore e questo non è sempre vero!

 

Se potessi portare con te soltanto tre utensili in un’isola deserta, quali sceglieresti?

Un cucchiaio di legno, un coltello e una padella. Il coltello ha molte funzioni: scavare in cerca di radici, pelare la frutta e aprire i frutti di mare. La padella la userei per cucinare qualsiasi tipo di alimento e il cucchiaio di legno mi permetterebbe di girare e raccogliere il cibo dalla padella senza bruciarmi.

 

Non pensi che possediamo troppe posate che non usiamo mai?

Sono d’accordo soltanto in parte. Chi ha bisogno di un coltello speciale per pelare soltanto il kiwi o un altro per l’aglio? È una vera follia! D’altro canto, tutti gli utensili hanno la loro funzione e possono essere fonte di divertimento. In ogni caso, l’esistenza di sempre nuovi utensili è positiva perché è un modo di dimostrare che vediamo la cucina come un luogo dove passare il tempo e divertirsi e non come un obbligo.

 

 

E voi, quale utensile portereste su un'isola deserta?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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