L’etica a tavola

Vini, olio, pasta, legumi... i prodotti Libera Terra, tra l’impegno civile e la bontà

La lotta alla criminalità organizzata non si fa solo nelle aule dei tribunali o nei negozi e ristoranti che si rifiutano di pagare il pizzo. Si può combattere la mafia anche da casa propria, in qualsiasi luogo essa sia, e a tavola, scegliendo quel che si acquista e alcuni dei prodotti che si consumano.

Da un decennio in Campania, Sicilia, Puglia e Calabria esiste un folto gruppo di cooperative che producono alimenti biologici nei terreni confiscati alla mafia. Questa attività è stata permessa dall’approvazione della legge 109 del 1996, grazie alla quale i beni sequestrati alla criminalità organizzata vengono assegnati ai “soggetti - associazioni, cooperative, Comuni, Province e Regioni - in grado di restituirli alla cittadinanza, tramite servizi, attività di promozione sociale e lavoro”.

I terreni vengono appaltati a titolo gratuito per promuovere la produzione biologica e, soprattutto, un modello lavorativo che usa “metodi rispettosi dell'ambiente e della dignità della persona”. Decine di giovani provenienti da tutto il mondo partecipano ogni anno ai campi di lavoro volontario in questi terreni, portanto con sé, al ritorno nei loro paesi, il ricordo di esperienze di arricchimento personale importanti per il riconoscimento, anche all’estero, dello sforzo che portano avanti gli abitanti delle regioni italiane più colpite dall’attività criminale organizzata.

Un lavoro di gruppo

Nella primavera del 2012 nuovi episodi di boicottaggio si sono moltiplicati nei terreni di alcune cooperative nel Sud d’Italia. A giugno sono state devastate più di 2.000 piante di agrumi nel catanese. Altri 6,5 ettari di grano, 1.500 piante di pomodoro e 35 ettari di uliveti secolari sono andati in fumo nel brindisino. Il danno complessivo è stato stimato in oltre 500.000 euro. I messaggi e le iniziative di appoggio non si sono fatte attendere. E ora i prodotti del marchio Libera Terra arrivano a sempre più paesi esteri, con una distribuzione internazionale che sfrutta soprattutto le potenzialità del web e il passaparola, oltre alla collaborazione di altre associazioni sparse in tutto il pianeta. Perché, anche stando molto lontano, si può sostenere la lotta contro la criminalità organizzata e lo sviluppo della cultura della legalità: scegliendo cosa e come si consuma.

Il marchio Libera Terra, nato dall’associazione Libera di Don Luigi Ciotti e Giancarlo Caselli, raggruppa le cooperative che operano in questi terreni e ne garantisce la sopravvivenza. Di fatto, non è solo la qualità dei prodotti e la loro competitività nel mercato a incidere sulle loro possibilità di successo. Il problema principale risiede nella forte caratterizzazione etico-sociale del loro operato: schierate in prima linea contro gli abusi e il malaffare, vengono spesso, proprio per questa ragione, percepite come uno scomodo intruso dalle società in cui si radicano.

Eravate a conoscenza dell’attività di Libera Terra e dei suoi prodotti? Conoscete qualche realtà simile che coniuga etica e cibo?

 

La spesa in pochi click

Olio, pasta, legumi, marmellate, conserve, caffè, liquori e molto altro ancora. La lista dei prodotti distribuiti dalle cooperative di Libera Terra è sempre più lunga. Basta dare un’occhiata al sito che le raggruppa per farsi un’idea. E bastano pochi click per farsi mandare direttamente a casa un carrello pieno di prodotti non solo sani, puliti, giusti e biologici, ma soprattutto solidali. (http://www.bottegaliberaterra.it)

Vini da film

I cento passi è il titolo del famoso film diretto da Marco Tullio Giordana, con un geniale Luigi Locascio nei panni del giornalista Peppino Impastato, ucciso dalla mafia nello stesso giorno del 1978 in cui venne trovato a Roma il cadavere di Aldo Moro. La storia di Impastato è rimasta a lungo quasi sconosciuta ai più e il film di Giordana l’ha riportata alla ribalta, vincendo il premio alla migliore sceneggiatura al Festival di Venezia nel 2000 e cinque David di Donatello nel 2001. Altrettanti prestigiosi premi sono stati vinti dai vini di Libera Terra che prendono il nome proprio dalla pellicola: “Centopassi”. Nel 2010 i Nero d'Avola, Syrah, Catarratto, Grillo e Rosso Sicilia di questa marca sono stati eletti tra le cinque migliori produzioni mondiali nella categoria “Innovator of the Year” dei Wine Awards.

 

 

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