Lorenzo Buonomini, chef e scrittore

Proprietario del ristorante Il Torchio, di Frascati, il noto chef trentaduenne Lorenzo Buonomini ha scritto, a quattro mani con Jacopo Manni, lo sfiziosissimo Il re del fornelletto (Edizioni Terre di Mezzo, 2012): manuale di 55 ricette da realizzare in campeggio, alla portata di chiunque ma saporite e spesso ambiziose. A Star.it racconta qual è la filosofia del libro.

 

Da un libro sulla cucina in campeggio ci si aspetta ricette basic, una sorta di manuale di sopravvivenza, e invece Il re del fornelletto è anche ricco di piatti saporiti e articolati.

In realtà, si è trattato di una vera sfida: combinare l’esigenza di semplicità e velocità con il bisogno di mangiar bene soprattutto in vacanza, in un momento e in un luogo che presumibilmente amiamo e che abbiamo agognato tutto l’anno. In altre parole: perché andare a rilassarsi, divertirsi e riposarsi se poi ci si deve accontentare di una dieta a base di wurstel e salumi scadenti e di cattiva qualità?

L’idea è quella di non privarsi del piacere della buona tavola nemmeno in campeggio. Come siete riusciti a conciliare la spartanità di questo genere di vacanza con la cucina gran gourmet?

l primo passaggio è stato quello di semplificare i processi delle ricette che per anni ho proposto nel mio ristorante e che abbiamo poi sperimentato nel giardino della casa di Jacopo o nella collina qui vicina, al Tuscolo. Lo chef di questi esperimenti è stato soprattutto Jacopo, e il motivo è che volevamo che quei piatti fossero alla portata di un cuoco normale (a me, che sono un professionista, sarebbero riuscite più facilmente).

 

 

A grandi linee, quali sono le caratteristiche delle ricette?

La velocità, prima di tutto (la preparazione non supera mai i trenta minuti), gli  abbinamenti insoliti e stimolanti, e infine deve trattarsi possibilmente di una cucina km 0. Il campeggio può essere il momento ideale per andare alla ricerca di produttori biologici e artigianali da cui comprare gli ingredienti per la nostra cena, in modo da allestire una vera “tavola enogastronomica”.

 

Quali sono i consigli più direttamente rivolti al campeggiatore tout court?

l libro è pieno di consigli utili per cucinare anche un semplice piatto di pasta, con relative indicazioni su come e dove è meglio disporre il fornelletto (in un luogo il più possibile riparato dal vento, se necessario si può anche acquistare un piccolo paravento).

 

Tu sei campeggiatore? Come è nata l’idea del libro?

Quasi tutte le mie vacanze le ho passate in campeggio. Trovo sia divertente e riposante (oltre che economico) dormire a contatto con la natura. L’idea del libro è però di Jacopo, e per molto tempo confesso che non gli ho dato retta, ma l’entusiasmo e l’insistenza con cui parlava di quel possibile progetto mi hanno convinto ad accettare la sfida. Abbiamo cominciato a lavorarci su e l’abbiamo proposta a Terre di Mezzo che ha apprezzato l’idea.

 

Qual è stato il feed back del ricettario? Qualche lettore vi ha scritto per testimoniare di aver provato con successo le ricette consigliate?

Sì, sono stati parecchi quelli che ci hanno contattato per dirci quanto si sono divertiti nello sperimentare le nostre ricette. Va detto che molti usano il libro come ricettario domestico.

 

C’è un bel messaggio, mi pare, in un manuale come questo. E cioè che l’identificazione che viene spesso fatta tra semplicità e scarsa qualità della vita non è corretta. Si può vivere semplicemente senza rinunciare ai piaceri essenziali, per esempio quello della cucina.

Sono completamente d’accordo. L’importante in questo caso è saper scegliere gli ingredienti giusti, e abbinarli con un minimo di divertimento.

 

Vi piace il campeggio? Se in questi giorni siete tra boschi e prati e vi state domandando che cosa cucinare, vi suggeriamo il nostro menù, ideale per una cucina "da campo"!

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