Lisa Casali, food blogger e scrittrice

La chiamano anche Lisca, ma il suo vero nome è Lisa Casali. Esperta di ambiente e di cucina, blogger e conduttrice televisiva della rubrica Eco-nomica su Rai 1 Mattina. Al suo attivo, tre libri di successo. Il secondo, pubblicato nel 2011, è il sorprendente Cucinare in lavastoviglie, edizioni Gribaudo.

 

Sai che quando ho letto il titolo ho pensato per un attimo che si trattasse di un errore?

Non sei la sola, ma invece è proprio come è scritto.

Una tecnica di cottura piuttosto inedita. Però efficace, a quanto pare. E nemmeno troppo complicata.

Al contrario. E’ molto semplice, basta prendere la mano.

Cominciamo dal principio. Quali sono i vantaggi?

Il più importante è che si tratta di una cottura a bassa temperatura, che poi è quella adottata dall’alta cucina e che ha molti benefici: esalta le proprietà organolettiche e i sapori ed è più sana, dato che le proteine a una cottura troppo alta diventano leggermente tossiche.

Nella pratica, come funziona?

Basta sistemare i cibi da cuocere insieme ai piatti sporchi, naturalmente in un vasetto di vetro con il tappo a vite o a baionetta oppure in sacchetti sotto vuoto, e lasciarli fino alla fine del lavaggio.

Non c’è pericolo che “scuociano”? Che i tempi di cottura della lavastoviglie siano troppo lunghi per le pietanze preparate?

No, basta scegliere il cibo a seconda del tipo di lavaggio.

In ogni caso, immagino ci siano cibi più indicati di altri per questo tipo di cottura.

Naturalmente. Direi senz’altro i prodotti animali, in cui la differenza di risultato è netta. Nel caso del roast beef, per fare un esempio, la carne resta rosa, profumata, molto meno stopposa e più morbida di quella cotta in maniera tradizionale. Ma anche i crostacei e i pesci riescono molto bene, così come le uova. Il fatto è che, con una cottura così bassa, non c’è il problema di “sforare” perché anche se le pietanze cuociono qualche minuto in più la qualità non ne risente.

Come sei arrivata alla cottura in lavastoviglie? Per caso? O invece c’è dietro una ricerca?

C’è una ricerca molto accurata e attenta. Da tempo studiavo le tecniche di bassa cottura insieme a grandi chef, ma a differenza loro io non avevo un Roner (termostato che permette di creare una temperatura costante per cucinare a bagno maria. Ndr) e così mi venne in mente che avrei potuto usare la lavastoviglie. Mi misi a fare esperimenti finché arrivai a dei risultati che giudicai ottimali.

Anche dal punto di vista della sostenibilità e del costo la cottura in lavastoviglie presenta benefici?

Come ho già detto, la cottura a bassa temperatura è più sana, un altro vantaggio è il risparmio e il basso impatto ambientale. Ho potuto verificare personalmente che da quando ho adottato questa tecnica le mie bollette sono più basse.

Come ha risposto il pubblico alla tua “proposta”?

Direi bene, anche se inizialmente c’è stata una certa diffidenza dovuta alla paura che i detersivi o i piatti sporchi venissero a contatto con i cibi.

Hai cominciato a scrivere di cucina sostenibile qualche anno fa. Il tuo primo libro, La cucina a impatto (quasi) zero, è stato pubblicato nel 2010. Ti sembra che da allora l’attenzione della gente per l’impatto zero e la sensibilità ambientale sia cresciuta?

Sicuramente sì. Le persone sono diventate con gli anni molto più interessate all’ambiente e i temi cucina-ambiente-risparmio, che fanno parte di un unico progetto nel mio blog (ecocucina), sono con gli anni sempre più apprezzati e seguiti.

 

Che ne pensate, Volete provare a cucinare anche voi in lavastoviglie? Eccovi una ricetta tratta dal libro di Lisa Casali: Catalana di crostacei.

 

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