Francesca Martinengo, giornalista ed esperta food

Esperta di food, di comunicazione legata al cibo e giornalista, la torinese d’adozione Francesca Martinengo ha esordito nel campo della saggistica con il libro di successo “Fornelli in rete”, pubblicato nel 2012 da Malvarosa e dedicato al fenomeno sempre più attuale del foodblog: i 56 blog dedicati al cibo che compaiono nel volume sono rappresentativi di tutto lo stivale e di tutte le tendenze, dalla cucina vegana a quella che utilizza gli scarti, al blog dedicato ai dolci a quelli scritti a quattro mani.

 

Francesca, tu hai dichiarato che il web ha sostituito quello che un tempo era il ricettario. Questo passaggio di testimone è un fenomeno che attira soprattutto le nuove generazioni?

Niente affatto, io direi che il web prima o poi finisce per coinvolgere persone di tutte le fasce di età, soprattutto nel settore enogastronomico. Tanto è vero che molti tra i foodblog più popolari sono gestiti da donne e uomini non giovanissimi che si dilettano nel postare ricette e consigli sul cibo. Detto questo, è vero che quelle stesse persone conservano spesso ricettari più tradizionali, e i classici quadernetti in cui annotano le ricette che passano loro le amiche o che intercettano sul web.

È possibile dividere il mondo dei foodblogger in categorie?

Sì, la prima suddivisione va fatta tra chi scrive esclusivamente ricette e chi si occupa invece di tutto quello che ruota intorno alla cucina, dagli eventi legati alla gastronomia ai prodotti. Poi, naturalmente ci sono sottocategorie e categorie intermedie.

Ci fai un esempio?

Il blog Ecocucina di Lisa Casali è un esempio di blog misto, in cui compaiono sia ricette sia suggerimenti e informazioni sulla cucina sostenibile e sana.

Puoi spiegarci quali criteri hai adottato per selezionare i 56 blogger?

La parola selezione non mi piace perché suggerisce, per contro, l’idea dell’esclusione di quelli che non sono stati citati. In realtà, il criterio è stato un altro e cioè quello del passaparola: ho indicato per lo più i blog che mi venivano suggeriti da persone di cui mi fido e che ovviamente ho poi valutato con attenzione.

Dovessi indicare i più originali?

Quelli di Francesca e Pietro, coppia che scrive a quattro mani e ha fondato il blog SingerFood. Decisamente singolare è anche il blog di Roberta Deiana, foodstylist sarda di una ironia straordinaria: davvero l’ideale per farsi quattro risate oltre che per imparare a cucinare in maniera estrosa.

Se non ricordo male, nel tuo libro c’è anche un blog che esalta le donne con le curve.

Esatto. E’ il blog di Martina Liverani, www.curvyfoodiehungry.it, e ha il pregio di “sdoganare” la donna curvilinea.

Come ti è venuta l’idea di questo libro?

Lavoro nel campo del food da circa quindici anni. Mi sono sempre occupata di questo settore e sono sempre stata a contatto con chef e fornelli. A questo punto devo però fare una confessione: non so cucinare.

Una caratteristica insolita per chi si occupa di cibo.

Vero, però in cambio mi piace mangiare.

Domanda di rito: a questo punto, chi cucina?

Diciamo che ho la fortuna di poter assaggiare, grazie al mio lavoro, cose squisite senza bisogno di mettermi ai fornelli.

Nel grande mondo del web, c’è anche la possibilità di incappare in blog poco seri e approssimativi. Qual è il criterio di selezione che consigli alle lettrici-navigatrici?

Una buona norma è quella di basarsi sul passaparola delle amiche: tutte ne abbiamo almeno una che segue, da affezionata, un foodblog da cui scarica le ricette. I food blog poco seri in genere spariscono in fretta grazie all’interattività: in altre parole, se la blogger sbaglia nel consigliare i tempi di cottura e gli ingredienti, è evidente che smette in fretta di essere credibile. Un altro elemento fondamentale è la costanza con cui il blog viene aggiornato con ricette e post: il fatto che una blogger non rinnovi spesso il suo ricettario in rete deve indurre a diffidare.

 

Anche voi amate cercare ispirazioni nella rete? Diteci qual'è il vostro foodblog preferito!

 

 

 


 

 

 

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