L'Italia dello Street Food

I manicaretti nostrani che si gustano "on the road"

LItalia dello Street Food

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Possiamo affermarlo con certezza. Anche le più belle città perderebbero parte del loro fascino senza i sapori e i profumi che emanano i cosiddetti “cibi da strada”, quei manicaretti locali di forni, friggitorie e bancarelle che si possono degustare on the road.

Assaggiarli significa addentrarsi nelle materie prime, nei modi di cucinare e nella personalità di un territorio. Insomma, oggi lo street food è in grande spolvero, tanto che la casa editrice EDT di Torino ha pubblicato un libro, Il cibo di strada migliore del mondo, Street Food (2012), dove ha raccolto il meglio di questo modo, più economico ma non meno gustoso, di pranzare e cenare sulla strada.

Siamo andati a visitare cinque città italiane, abbiamo osservato, comprato e assaggiato le specialità più originali e tipiche da mangiare in piedi, passeggiando o seduti in una panchina di un parco.

 

Napoli: uno slalom tra pizze e friggitorie 

Napoli potrebbe essere la capitale mondiale dello street food. Sin dal XIX secolo, quando le donne preparavano la pizza nelle loro cucine e poi le vendevano ai passanti dalla finestra della loro casa, la città partenopea viveva e mangiava sulla strada. E oltre alle pizzerie, offre un altro tipo di locali dove trovare leccornie da passeggio. Parliamo delle numerose friggitorie, dove si friggono i cibi più vari e saporiti a prezzi molto popolari. Nella Friggitoria Vomero (Via Cimarosa 44) potete assaggiare pizzette, crocchette e arancini, tutti rigorosamente fritti a puntino e buonissimi. Oppure, in via dei Tribunali troviamo la spesso affollata friggitoria-pizzeria Di Matteo (Via dei Tribunali 94) dove tutto è take-away, dalle pizzette alle zeppole, fino alla pasta cresciuta, le tipiche frittelle napoletane. Non possiamo concludere senza una tappa al mercatino rionale Torretta ai Cibi Cotti di Nonna Anna: pochi tavoli o vaschette per l’asporto, ma piatti indimenticabili come le napoletanissime salsicce con i friarielli, i fagioli con la scarola e la pasta e ceci.

Roma: Tramezzino + pizza = trapizzino

La pizza al trancio e la pizza bianca sono le protagoniste della strada romana ed è possibile trovarle in mille e più forni della Capitale. Non mancano pizzaioli più creativi come Stefano Callegari, l’inventore del trapizzino , un triangolo di pizza chiuso in uno dei suoi lati e che si può degustare in piedi. Tra le sue creazioni, da provare le pizze calzone con condimenti molto romani: alla gricia, alla carbonara, all’amatriciana e al cacio e pepe. E inoltre, non si può evitare un salto alla Mecca gastronomica del Belpaese, Eataly, presso il vecchio Air Terminal Ostiense. Come street food potete trovare le migliori focacce liguri, panini gourmet e la migliore piadina romagnola della città. E una delle migliori in assoluto.

 

Palermo, non solo arancini!

Il capoluogo siciliano è, secondo la classifica di Virtual Tourist pubblicata da Forbes, la capitale italiana dello street food. Qui non si vive di solo arancino, una palla di riso fritta con ragù, mozzarella e piselli, di cui tutte le province siciliane ne rivendicano la paternità. Si dice che il miglior arancino lo fanno da Nni Franco U’Vastiddaru, in corso Vittorio Emanuele 102, ma per le strade della città si possono trovare anche le famose panelle, frittelle con farina di ceci o il gelato con la brioche, i cannoli o il pane ca meusa, il pane con la milza, farcito con interiora di vitello e servito col limone.

Firenze: lampredotto da passeggio?

Il cibo da strada per i fiorentini veraci ha un nome solo: panino al lampredotto. Il lampredotto, per chi non lo sapesse, è un tipo di trippa che proviene da una parte dello stomaco della mucca. Si prepara lasciandola bollire a fuoco lento in un brodo di verdure e spezie e poi si serve in mezzo a due fette di pane accompagnato da una salsa speziata. Il tocco finale è dato dal versare un po’ del brodo di cottura sopra il pane e per questo è anche conosciuto come “panino bagnato”. Insomma, se volete assaggiare questa prelibatezza street, potete rivolgervi ai più celebri lampredottai fiorentini come La Trippaia (Via dell’Ariento) e Nencioni, presso la Loggia del Porcellino, oppure visitate il bar Nerbone del mercato Centrale. Tutti locali centralissimi e a portata di mano del turista più gourmand.

 

Milano, l’arte dell’aperitivo

Milano ha dato vita a due importanti movimenti socio-culturali con il cibo da strada come elemento catalizzatore: negli anni Ottanta la tribù urbana dei “paninari”,  giovani abbronzati tutto l’anno che si riunivano nelle paninoteche della città e, a fine anni Novanta, alle riunioni dopolavoristiche attorno all’aperitivo alla milanese, cioè la possibilità di consumare una birra o un cocktail prima di cena e poter disporre di un generoso buffet per stuzzicare l’appetito. Insomma, questo per dire che anche a Milano la cultura street food è di casa e che non è un caso se proprio qui si celebra il culto al panzerotto, la cui versione classica è quella del forno Luini (Via Santa Radegonda, 16) con mozzarella e pomodoro.

 

Il libro “il cibo di Strada migliore del mondo” si può  acquistare online sul sito di Lonely Planet al prezzo di 19,50€

 

Panino con la porchetta, frittelle o bomboloni? Qual’e il vostro cibo di Strada preferito?

 

 

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