Viaggio alle origini del Tiramisù

Dove nasce il dolce simbolo della pasticceria italiana?

Viaggio alle origini del Tiramisù

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Dove nasce il dolce simbolo della pasticceria italiana?

È l'unico dolce al quale è stata dedicata una giornata mondiale: il 17 gennaio, per l’esattezza. Per "lui" è in atto una sfida tra alcuni chefs internazionali che si dilettano a raccontarne le varianti: express, con scaglie di cioccolato, al bicchiere e addirittura alla birra. Ma per noi italiani, nessun tiramisù è come quello della ricetta scritta nel quaderno ingiallito della nonna.

Non c'è dolce più chiacchierato del Tiramisú. È probabilmente a causa della sua bontà che la paternitá di questo dessert se la contendono varie regioni d'Italia, in epoche totalmente diverse, in cittá distanti tra di loro. Attorno a "lui" ruotano leggende culinarie piccanti che si raccontano sottovoce per non scandalizzare i numerosi fan sparsi in tutto il mondo.

Origini incerte

L'ipotesi più verosimile è che sia stato inventato da Ada Campeol, di Treviso, proprietaria del ristorante "Alle Beccherie". Sui modi, invece, il mistero è ancora fitto. La prima ipotesi è quella che vuole Ada, che aveva appena partorito il suo primogenito, inventare il dolce con l'obiettivo di poter conciliare l'attivitá al ristorante con l’allattamento del figlio. Aveva bisogno insomma di qualcosa che "la tirasse su", per l'appunto e inizió a mescolare gli ingredienti fino ad ottenere il primo "Tirame sú", italianizzato poi nel nostro "Tiramisú". Come e quando la signora Ada decise di introdurre questa ricetta sui tavoli del suo ristorante ancora non è chiaro.

Da piatto privato a delizia pubblica.

Un'altra ipotesi racconta che sia stato inventato da una pasticceria della zona di Treviso che riforniva, nel dopoguerra, i frequentatori di un centralissimo bordello cittadino, che lo mangiavano per ottenere migliori prestazioni. Su quest'ultima storia le varianti sono tante quante sono le ricette di questo dolce al cucchiaio. Alcuni affermano, per esempio, che fosse stata proprio la proprietaria del bordello a regalare ai suoi ospiti il delizioso dolce per chiare questioni d'interesse. Altri giustificano il passaggio del dolce dalla casa chiusa al ristorante  sostenendo che tra gli assidui frequentatori del bordello ci fosse il capo cuoco del ristorante "Alle Beccherie". E che forse fu proprio lui che, estasiato dalla bontà afrodisiaca del dolce, lo propose per primo ai clienti del ristorante di proprietá di Ada Campeol. E con il ritorno "Alle Beccherie" di Treviso il cerchio si chiude!

Quale variante di tiramisù preferite? Il classico, con cioccolato, con amaretti o al cucchiaio?

 

Ecco come tirarsi sù!

Il vero tiramisú, su questo non c'è alcun dubbio, viene preparato con 5 uova, 500 grammi di mascarpone, 250 grammi di savoiardi, 150 grammi di zucchero, 1 bicchiere di marsala, 1 moka da caffé per tre persone, un pizzico di sale e, per finire, una spolverata di cacao amaro in polvere. Si monta a strati e il segreto per una cremina da leccarsi le dita è incorporare le chiare montate a neve con lenti movimenti avvolgenti. Il resto della preparazione, invece, è quella della vostra nonna!

 

 

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